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Sono valide le fatture in formato analogico emesse nel mese di dicembre 2018, ma inviate al cliente tramite posta ordinaria o PEC nei primi giorni del 2019. L’IVA relativa alle stesse fatture concorre alla liquidazione IVA del mese di gennaio. In occasione del forum organizzato dal CNDCEC l’Agenzia delle Entrate scioglie uno dei principali dubbi con cui si sono dovuti confrontare gli operatori nei primi giorni di gennaio, a seguito dell’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato della fattura elettronica. Sempre in merito alla tempistica di emissione/trasmissione delle fatture elettroniche, l’Agenzia ha chiarito che il file fattura, predisposto nel rispetto delle regole tecniche previste dal provvedimento del 30 aprile 2018 ed inviato con un minimo ritardo, comunque tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell’imposta, costituisce violazione non punibile.


Con la legge di Bilancio 2019 si rinnova, ampliandosi notevolmente, la platea di imprese e di lavoratori autonomi potenzialmente interessati alla tassazione sostitutiva a forfait. Infatti, da un lato si innalza a 65.000 euro di ricavi o compensi l’asticella di ingresso per il regime forfetario già in vigore, meglio conosciuto come flat tax; dall’altro, si introduce, ma con effetto ritardato di un anno, un nuovo regime forfetario per quanti arrivano a 100.000 euro. A prima vista, ad eccezione dei limiti, potrebbero sembrare due regimi identici. In realtà, ci sono alcune differenze sostanziali.


L’IRPEF non sarà più l’imposta teoricamente dovuta da tutti i lavoratori, ma, invece, quasi esclusivamente dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. E’ la più rilevante novità contenuta nella legge di Bilancio 2019. Motivazioni macroeconomiche? Se ne ipotizzano due: discutibili nelle premesse teoriche, ma soprattutto nell’attuazione pratica. Quindi, sembra che le scelte di politica fiscale non siano state guidate da considerazioni di tipo macroeconomico, ma, invece, da una ben precisa volontà politica di ridurre il carico fiscale che grava sui lavoratori autonomi e sugli imprenditori individuali.


Per garantire la sicurezza in condominio,
occorre individuare i dispositivi tecnici più
adatti al tipo di controllo che si vuole effettuare
all’interno dell’immobile. Anche il
privato che installa le telecamere deve attenersi
alla normativa sulla privacy.

 

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